La preparazione atletica ideale secondo Paolo Rongoni: “Corpo, anima e cervello”

La preparazione atletica ideale secondo Paolo Rongoni: “Corpo, anima e cervello”

Prima dell’approdo nel campionato francese e del successivo ritorno in Serie A, il preparatore atletico Paolo Rongoni è stato attivo a lungo nella maggiore categoria calcistica svizzera. Dopo l’esperienza al Perugia, viene infatti chiamato dal Sion F.C. Qui il valore dimostrato attira le attenzioni di Roberto Morini e del Lugano, squadra con la quale ha conseguito tra il 2000 e il 2002 importanti traguardi come la qualificazione ai preliminari di Champions League e Coppa Uefa.

Nel corso dell’esperienza al Lugano ha rilasciato un’intervista nella quale ha svelato i segreti e le strategie di una corretta preparazione atletica. Tra gli aspetti più gratificanti del lavoro il contatto diretto con i calciatori, rapporto privilegiato attraverso il quale è possibile andare oltre all’aspetto prettamente teorico. Secondo Paolo Rongoni uno dei maggiori segreti è infatti quello di non occuparsi solamente di muscoli, ossa e corpo, operando a comparti stagni. Lo sforzo intenso richiesto ai professionisti sportivi comprende una partecipazione psichica, sulla quale è necessario lavorare, tanto quanto sul fisico. Oltre all’aspetto psicologico, l’aggiornamento è un altro elemento essenzialmente in un settore in continuo sviluppo, dove ogni giorno vengono scoperte nuove metodologie e strumentazioni all’avanguardia. Motivo per cui nel corso della sua lunga carriera in ambito sportivo, oltre a partecipare attivamente a seminari e corsi di aggiornamento, ha continuato a studiare, conseguendo prima la laurea in scienze e tecniche dell’attività sportiva e, successivamente, il dottorato di ricerca (Phd) in Metodologie molecolari e morfo-funzionali applicate all’esercizio fisico. Tra gli elementi della propria filosofia operativa, il preparatore atletico originario di Fermo ha evidenziato un aspetto essenziale: per raggiungere il miglior risultato non è necessario ipercaricare i propri atleti. È meglio mantenere una forma standard e costante nel tempo attraverso un lavoro mirato, in grado di ridurre ai minimi termini il rischio di infortuni sul campo.