“Amo il mio mestiere”: intervista a Paolo Rongoni, preparatore dell’Olympique Marsiglia

“Amo il mio mestiere”: intervista a Paolo Rongoni, preparatore dell’Olympique Marsiglia

La passione per il calcio, la carriera come preparatore atletico, l’insegnamento: Paolo Rongoni si racconta in un’intervista rilasciata al sito dell’Olympique Marsiglia, la squadra allenata da Rudi Garcia in cui lavora attualmente. Che il professionista ami particolarmente quello che fa è una certezza: “Bisogna essere sempre pronti. Stare al passo con i giocatori ti permette di rimanere giovane mentalmente. Ma mi piace anche insegnare, è stimolante quanto il terreno di gioco“. La preparazione fisica dei calciatori, ma anche quella mentale, l’alimentazione e la prevenzione sono un’importante responsabilità: in tal senso fondamentale è sapersi adattare, perché “ogni giocatore è diverso”. Non basta incoraggiarli: talvolta bisogna anche saper essere severi per ottenere dei risultati, perché “non sempre si può fare quello che vogliono i calciatori. Sono io il cattivo della storia” confessa sorridendo. Ma è altrettanto importante divertirsi: “Lavoriamo con dei giovani. Che si tratti di una vittoria o di una sconfitta, è comunque un gioco e bisogna relativizzare il tutto. Qualche volta, quando si perde, bisogna saper sorridere, risollevare il morale o infondere coraggio”.

Il calcio come filosofia di vita per Paolo Rongoni che, nell’intervista, riprende un aforisma: “I vincenti trovano sempre una strada, i perdenti una scusa”. E aggiunge: “Come sostiene anche Zidane, se nella vita non si conoscono i fallimenti, non si può dire di essere dei grandi. A volte è necessario toccare il fondo per rialzarsi: spesso mi dico che è stato durante la retrocessione in Ligue 2 con il Le Mans che ho imparato di più. È stata dura, ma lì ho imparato a relativizzare”.

La carriera di Paolo Rongoni è costellata però anche di successi (con la SS Lazio nel 2012-13 ha vinto la Coppa Italia) e soprattutto di studio: ottenuto il diploma di Preparatore Atletico Professionista, si è laureato in “Scienze e Tecniche dell’attività sportiva” all’Università di Urbino e in seguito ha conseguito Dottorati di Ricerca in “Acquisizione e organizzazione dati, ricerca, statistica e applicazioni pratiche” e in “Metodologia molecolari e morfo – funzionali applicate all’esercizio fisico”. Oggi tiene anche corsi all’università.

Teoria e pratica, training fisico ma soprattutto mentale perché il calcio non è solo fisicità: “Chi dice che i giocatori di calcio non sono intelligenti non li conosce – conclude Paolo RongoniEssere capaci in una frazione di secondo di decifrare una situazione di gioco e scegliere se tirare in porta piuttosto che passare la palla è comunque una forma d’intelligenza”.