Paolo Rongoni a “La Provence”: “I calciatori che ho preparato nella mia carriera”

Paolo Rongoni a “La Provence”: “I calciatori che ho preparato nella mia carriera”

La carriera come preparatore atletico in alcuni dei club più prestigiosi a livello internazionale ha visto Paolo Rongoni lavorare non solo in Italia, ma anche in Svizzera, Turchia e Francia. Esperienze che gli hanno permesso di conoscere alcuni dei top player più popolari al mondo: con diversi ha stretto rapporti che durano ancora oggi come racconta in un’intervista al quotidiano “La Provence”.

Ci sono giocatori a cui resti più affezionato, altri invece che non vedi più perché si cambia squadra o Paese, ma questo fa parte del lavoro e della vita” spiega il professionista, oggi all’Olympique Marsiglia in veste di Responsabile della Performance. Qualche nome: il giapponese Hidetoshi Nakata fu il primo che lo impressionò, così come il giovane Marco Materazzi che già all’epoca manifestava “un forte temperamento“. Paolo Rongoni è legato anche al “tandem argentino” Christian Gimenez-Julio Hernan Rossi, conosciuti ai tempi del Lugano FC che poi hanno scritto la storia dell’FC Bale. A Christian Karembeu, suo giocatore al Servette FC con cui mantiene sempre ottimi rapporti. Della lunga esperienza nel Le Mans si sofferma invece su Fred Thomas (“Un ragazzo straordinario”), Romaric (“Un vero leader”) e Gervinho, che anni dopo ritroverà alla Roma. Mentre di Yohann Pelé, che da lì è passato all’OM dove oggi è portiere, dice: “Con lui non c’erano rapporti particolari. Ma è stato un piacere ritrovarlo qui perché è una grande persona. L’ho visto cresciuto: l’ho conosciuto che era un ragazzo e oggi vedo un uomo”.

E dei giocatori della Lazio vorrebbe citare tutti e undici, “perché quando vinci con un gruppo (la Coppa Italia) e giochi sessanta partite sempre con gli stessi uomini finisci per apprezzarli tutti” (anche se poi confessa di sentirsi tuttora con “Miro” Klose), Paolo Rongoni ha parole di stima per due pilastri della Roma: Radja Nainggolan e Francesco Totti. “Da italiano sono orgoglioso, fiero di poter affermare di aver allenato Francesco Totti. Un fenomeno, sul campo e fuori – dice del fantasista giallorosso – Quando si incontra un ragazzo del genere, non resta che dire: Chapeau!”.